Terme, templi e città: l’eredità romana della Sardegna

Se pensiamo ai siti archeologici sardi i primi a venirci in mente sono i nuraghi, i circa settemila edifici risalenti alla civiltà nuragica risalente al II millennio a.C presenti ancora oggi sul territorio dell’isola. Sebbene i nuraghi siano parte integrante della storia e della cultura sarda, non sono gli unici resti archeologici presenti in Sardegna. Secolo dopo secolo la Sardegna attirò infatti l’interesse di diverse civiltà straniere che decisero di occupare il territorio e portare con sé tradizioni, riti e architettura, costruendo edifici che possiamo ammirare ancora oggi. Di notevole importanza sono in particolare i resti del periodo in cui l’isola divenne parte di Roma, la cui occupazione portò grandi innovazioni culturali e tecnologiche che hanno lasciato il loro segno nella Sardegna odierna e la cui storia è raccontata nel libro La Sardegna romana edito da Feltrinelli.

Eredità romane in Sardegna

L’età antica, e in particolare popoli come gli egizi, i romani e i greci, hanno lasciato segni indelebili nel bacino mediterraneo e hanno contribuito a creare un nuovo approccio a cultura, arte e scienza, ancora parte della nostra vita di tutti i giorni. Questi popoli sono ancora molto amati e ne sono la prova i molti film, libri e giochi che ogni anno escono con protagonista la cultura classica. Esempio ne è il film Gods of Egypt del 2016 distribuito in Italia da 01 Distribution che rivede in chiave fantasy la mitologia egizia.

Il mondo greco è invece tornato alla ribalta grazie a riscritture del mito come “La canzone di Achille” di Madeline Miller edito da Marsilio o da giochi come la slot machine di Betway Casinò Ancient Fortune: Zeus, i cui protagonisti sono proprio gli dei dell’Olimpo.

Roma viene invece riportata in vita da serie come Spartacus o L’impero romano, una docu-fiction disponibile su Netflix. È proprio all’antica Roma che noi Italiani siamo più legati, ma spesso ci dimentichiamo dell’immensa influenza che la cultura romana ha avuto durante la sua espansione, che ha raggiunto quasi i sei milioni di chilometri quadrati.

Se pensiamo ai siti archeologici romani ci vengono principalmente in mente quelli presenti a Roma e in centro Italia o quelli lontani e unici nel loro genere come il Vallo di Adriano. Pochi però prendono in considerazione i lasciti romani visitabili nelle altre regioni d’Italia più lontane dalla capitale come la Sardegna. I romani giunsero in Sardegna nel 238 a.C. occupando un territorio che era già stato abitato da fenici e cartaginesi. Fu infatti su insediamenti fenici che molte delle principali città e siti romani sorsero, ma l’integrazione con i popoli autoctoni fu per lungo tempo difficile e costellata di conflitti. I romani portarono molte innovazioni sull’isola e costruirono un fitto sistema di strade e vie di comunicazione, porti ancora oggi esistenti come Porto Torres e fondarono tra le più importanti città dell’isola come Sassari e Cagliari.

I siti più importanti Tra i siti archeologici sardi di origine romana spicca sicuramente Tharros nella provincia di Oristano. Si tratta di un museo a cielo aperto che i turisti, che superano le 100.000 unità all’anno, possono visitare passeggiando tra le rovine dove troviamo resti di templi, terme e abitazioni romane mischiate con rovine di origine più antica e fatte risalire a fenici e cartaginesi, come i santuari chiamati tophet.

Altra città ricca di storia è Nora, che si dice essere la più antica città della Sardegna: nell’area sono stati infatti rinvenuti resti nuragici, fenici e punici e una grande quantità di edifici di origine romana. Tra questi spicca il foro, le terme e un anfiteatro. L’edificio più interessante è il tempio di Esculapio, che esemplifica in modo chiaro la crasi che all’epoca stava avvenendo tra la cultura romana e le culture antecedenti. Anche se dedicato a un dio romano, infatti, nel tempio sono state ritrovate raffigurazione di divinità puniche.

 

Altro tempio che unisce in un tutt’uno cultura cartaginese, romana e nuragica è il tempio di Antas, dedicato alla divinità locale Sardus Pater Babai. Costruito per volere di Augusto, il tempio vanta all’interno del complesso anche la presenza di una necropoli e i resti di alcune cave.

Le Terme di Fordongianus sorgono su un’area la cui grande attività termale, con acque che raggiungono temperature di 54°, attira ancora oggi gli amanti del benessere presso strutture termali come il Grand Hotel Terme.Unendo wellness e cultura, i visitatori possono anche ammirare i resti delle terme romane risalenti al I secolo d.C.

Chi non ha molto tempo per visitare l’isola e preferisce restare in una singola città può trovare alcuni interessanti resti e rovine del periodo romano a Cagliari. Sicuramente celebre è l’anfiteatro che sorge in una posizione di grande effetto e fu scavato nella roccia calcarea.

A Cagliari sorge inoltre il Museo archeologico nazionale che riunisce in un solo edificio tutta la storia dell’isola dall’epoca nuragica fino al periodo bizantino.

Aperto dalle 09:00 alle ore 20:00, il museo è chiuso il lunedì.

 

La storia della Sardegna ha visto l’arrivo e il susseguirsi di popolazioni che hanno dato vita a nuove culture nate dall’incontro con i popoli locali.

La dominazione romana fu di grande importanza per l’isola e ha lasciato la sua eredità fino a noi sotto forma di città, resti archeologici e organizzazione delle strade.

 

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