Halloween in Sardegna da prima della notte dei tempi

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seui su prugadoriu - foto paolo corrias
seui su prugadoriu – foto paolo corrias

FORSE NON TUTTI SANNO CHE: Halloween in Sardegna  c’è da prima della notte dei tempi, come abbiamo già avuto modo di scrivere in passato del medesimo argomento.

In Sardegna si festeggia da sempre “Il bene delle anime” ossia “is animeddas” denominazione corrente nel sud dell’isola, e “su mortu mortu” tipico delle zone del nuorese.

Il nome cambia a seconda della zona dell’isola ma tra la fine di ottobre e i primi giorni di novembre anche nei paesi della Sardegna la tradizione era del tutto simile a quella anglosassone.

I rituali hanno analogie davvero impressionanti con quelli della festa americana, con zucche intagliate e bambini che bussano di casa in casa chiedendo doni.

Nel Campidano e nel sud dell’isola i bambini andavano a chiedere, di porta in porta, qualche dono per le “piccole anime”, da cui il nome “is animeddas”.

Anticamente ai bambini venivano donati dolci preparati in casa come le pabassinas, su pani de saba, e soprattutto un dolce che merita attenzione anche per il nome che lo caratterizza, ossu de mottu (osso di morto), a cui venivano aggiunti poi altri doni come le melagrane, le castagne e la frutta secca.

Al centro della Sardegna era più diffusa la tradizione de “su mortu mortu”. I bambini suonano i campanelli delle case dicendo di essere “su mortu mortu” e ad essi vengono regalate castagne, dolci di miele ed uva passa, soldini.

Gli adulti per contro ricordano i loro morti con una cena frugale, raccogliendosi poi intorno al camino per raccontare fatti del passato o leggende della zona.

Si lascia la tavola apparecchiata per i defunti tutta la notte ed in alcuni paesi anche le credenze rimangono aperte perchè questi possano nutrirsi.

Anche la zucca non è una prerogativa di Halloween.

In Sardegna venivano intagliate a rappresentare esseri spettrali, per far divertire e spaventare i bambini.
Nelle case invece si accendevano le lampade ad olio (lantias), una per ogni defunto di famiglia. In altre zone della Sardegna, soprattutto nel Sarrabus Gerrei ai bambini venivano date delle piccole forme di pane somiglianti a delle coroncine. Ancora oggi in alcune zone della Sardegna sopravvive questa tradizione tipica dell’isola, magari invece che pane o dolci genuini vengono date ai bambini delle caramelle o cioccolato, ma rimane vivo il ricordo antico delle “animeddas” o dei “mortu mortu”.

Probabilmente la maggior parte dei Sardi non conosce nemmeno queste tradizioni antichissime e magari ritiene Halloween una festa americana importata con prepotenza, ma in realtà l’unico merito degli Statunitensi è stato quello di aver trasformato una festa tipicamente Europea in uno dei più grandi Business degli ultimi tempi. In questo gli americani sono imbattibili.

 

Ma torniamo alla Sardegna,  Anche quest’anno, dal 31 Ottobre al 2 Novembre, nell’antica cornice del centro storico di Seui, si rinnova la tradizione de Su Prugadoriu. Antica festività legata al culto delle anime, esso si richiama alla nota usanza della questua alimentare; infatti, era in uso per Su Prugadoriu che i bambini girassero per le case a chiedere un’offerta per le anime del purgatorio al fine di alleviare le loro pene.
Seui (così anche in sardo) è un comune di 1.392 abitanti della provincia dell’Ogliastra, nella regione storica della Barbagia di Seulo, che si trova a 820 Metri sul livello del mare.

halloween in sardegna - da prima della notte dei tempi
halloween in sardegna – da prima della notte dei tempi

Ma l’evento clou di questa edizione di “Su prugadoriu” sarà la riscoperta della maschera tipica di SEUI,che non usciva dagli anni 40 del secolo scorso , e cioè S’URTZU E SA MAMULADA.

Prima della sfilata della maschera prevista per le ore 22 di Venerdì 31 Ottobre lungo le vie del centro storico ,alle 17.30 , presso il centro polivalente in via torino, ci sarà la presentazione ufficiale con la relazione di Dennis Mura  che illustrerà i caratteri della stessa e i significati dei riti  pagani che  rappresentava.

Nell’occasione verrà presentata anche la pubblicazione “S’URZU e SA MAMULADA”  che è una ricerca storica e testimoniale con le interviste a cittadini di Seui  più anziani che ancora ricordano l’evento.

Per altre informazioni http://www.comune.seui.og.it/

(1882)

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