Su pani de saba

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La sapa o sabba  o saba  altro non è che il mosto cotto e i vari nomi differiscono dalla zona della sardegna dove questo e pronuciato…..

La Sapa è uno sciroppo d’uva che si ottiene dal mosto appena pronto, di uva bianca o rossa. La saba è detta infatti anche “mosto cotto”, “vino cotto” o “miele d’uva” (allo stato attuale della normativa sull’etichettatura, è sconsigliabile mettere in commercio la Saba con il nome “miele d’uva”). Il mosto viene versato in un paiolo di rame insieme a mezza dozzina di noci con il guscio che, rivoltandosi nel lento bollire, aiutano il mosto a non attaccarsi al fondo del recipiente. La saba è pronta quando si sarà ridotta ad un terzo della sua quantità iniziale.

Risulta molto dolce e si conserva benissimo proprio grazie al tenore zuccherino.

Ecco vi una deliziosa ricetta per fare un dolce tipico della sardegna….. Grazie alla infaticabile amica del sito Clelia che pote seguire nella sua personale pagina di Facebook

Non è un dolce che si prepara all’ultimo momento anzi, è molto lungo da preparare. Ha tempi di lievitazione molto lunghi e non è certo un dolce dietetico.

Si chiama Pani de Saba.
 Ingredienti per la nostra Ricetta.

  • 500 g di farina di grano duro
  • saba quanto basta per impastare
  • 40 g di lievito di birra. 
  • 60 g di mandorle pelate
  • 60 g di noci sgusciate
  • 60 g di pinoli
  • 2 chiodi di garofano
  • 60 g di uva sultanina
  • cannella in polvere








Passiamo alla preparazione.:

  1.  La sera prima sciogliete poco lievito con qualche cucchiaiata di latte tiepido e unite a farina q b. lavorate bene la pasta ottenuta e formate una pallina che immergerete nella farina e terrete al caldo coperto (dentro una ciotola) questo impasto al mio paese si chiama su “fromentu” il così detto lievitino, che verrà usato il giorno dopo per l’impasto vero e proprio.
  2. Il giorno dopo fate la fontana e aggiungete alla farina il rimanente lievito, la cannella ( mia mamma metteva anche una bustina di saporita, ma a Milano non l’ho mai trovata da nessuna parte) il lievitino impastate tutto usando saba al posto dell’acqua , lavorate bene la pasta e aggiungete tutta le frutta secca tritata grossolanamente e l’uvetta preventivamente rinvenuta in acqua tiepida. Quando è pronta mettetela a lievitare ben coperta, al riparo e possibilmente al calduccio, la lievitazione sarà molto lenta, può volerci anche due giorni.
  3. A lievitazione avvenuta lavorate ancora la pasta brevemente senza stressarla, formate dei panetti o delle ciambelle, guarniteli con la frutta secca fateli riposare ancora qualche ora al riparo, sistemateli infine in una teglia guarnite e infornate. Il forno dovrà essere impostato a 170° e la cottura dovrà durare circa 40 minuti; Una volta cotto spennellatelo con saba e cospargetelo di confettini colorati. Questo dolce si conserva a lungo, sempre che non lo si mangi prima.

I miei amici di Sorso lo assaporerebbero con il loro pregiato Moscato

 

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